Rivoluzione 5G

Rivoluzione 5G

15.06.2017 | Dalla IoT, alla VR, fino alle smart cities: la nuova tecnologia mobile ci porterà alla trasformazione digitale?

Tra le tante leggi che regolano il mondo dell’innovazione tecnologica, ce n’è una di cui finora si è sentito parlare poco e che recita così: ogni dieci anni fa la sua comparsa una nuova generazione di trasmissione dati mobile. Se negli anni ‘80 l’arrivo del TACS (poi ribattezzato 1G) ha permesso alle telefonate da cellulare di diventare realtà, negli anni ‘90 l’introduzione del GSM ha consentito invece l'avvento degli SMS. Avanti al 2000 ed ecco arrivare il 3G, che rivoluziona tutto permettendo di navigare sul web direttamente dai nascenti smartphone. Nel 2010 è la volta del 4G, che con una velocità massima di trasmissione dati pari a 100 megabits al secondo è in grado di fare concorrenza alle connessione wi-fi casalinghe in termini di velocità di download, caricamento dati e visione di filmati in streaming in alta qualità.

Se le promesse dei colossi dell’information technology verranno mantenute, nel 2020 approderà finalmente il 5G. Ma che cosa può offrire in più rispetto a quanto già visto? A differenza di quanto è avvenuto finora, il vero avanzamento non riguarderà tanto il mondo dei telefoni cellulare e degli smartphone, ma coinvolgerà soprattutto l'Internet of Things. Le reti 5G – la cui sperimentazione è appena partita anche in Italia nelle città di Milano, Matera, L’Aquila, Bari e Prato – consentiranno infatti la connessione contemporanea di oltre un milione di dispositivi per chilometro quadrato: aspetto decisivo se davvero nel giro di pochi anni l’umanità vivrà circondata da una quantità di oggetti connessi che viene stimata tra i 20 e i 50 miliardi.

A smartphone, tablet e smartwatch si aggiungeranno infatti i frigoriferi intelligenti, le telecamere connesse, i semafori smart e ancora lampadine, lavatrici, allarmi domestici, cassonetti. Praticamente tutto ciò che può venirvi in mente sarà dotato di un sensore che invierà dati, permettendo alle smart cities di divenire realtà. Tutto questo, però, causerà un drastico aumento della circolazione globale di dati, che passerà rapidamente dagli 8 exabytes stimati oggi ai 70 previsti per il 2022. Quasi dieci volte tanto. Sarà l’infrastruttura 5G a rendere possibile la gestione di una mole tale di big data: la nuova tecnologia di trasmissione sarà allora il tessuto stesso che regge l’internet of (every)thing.

Il giro d’affari reso possibile dal 5G, secondo stime Ericsson, sarà di circa 1.200 miliardi di dollari, grazie anche alla capacità di dare vita realmente alla tanto attesa (e per ora più che altro vagheggiata) “industria 4.0”; formata da macchinari connessi tra loro, in grado di comunicare l’un l’altro e ridurre al minimo sprechi e imprevisti. Non solo: la cosiddetta agricoltura di precisione, la logistica gestita dai droni, la medicina a distanza, le auto autonome; senza il 5G nessuna di queste cose è destinata a diventare realtà.

Tutto ciò perché le reti 5G non saranno solo molto più veloci (una connettività di almeno 20 Gbps per cella – da suddividersi quindi tra gli utenti – e una velocità minima garantita di 100 megabit al secondo, con una media per utente di almeno 1 Gbps), ma avranno anche una latenza estremamente inferiore. Vale a dire che se oggi le reti 4G/LTE più avanzate richiedono un tempo d’attesa di 20/40 millisecondi affinché avvenga la connessione, con il 5G questa scenderà a circa 2 millisecondi. Ed è proprio questo aspetto che renderà affidabile la guida a distanza dei droni, la comunicazione tra auto autonome (che altrimenti rischierebbero di schiantarsi tra di loro) o il controllo a distanza di robot che devono eseguire operazioni chirurgiche.

Di fronte a tutto ciò, il fatto che il 5G permetterà anche di scaricare film sul proprio tablet nel giro di pochi secondi sembra davvero passare in secondo piano. Il che, però, non significa che le applicazioni principali di questa nuova tecnologia saranno solo industriali: secondo Mark Zuckerberg, per esempio, la realtà virtuale otterrà finalmente il tanto atteso boom. Grazie alla velocità e alla bassa latenza, infatti, sarà possibile giocare in VR anche da mobile, guardare filmati a 360° in streaming e sfruttare visori in realtà aumentata nella nostra quotidianità.

La strada verso il 5G è però ancora in fase di esplorazione, sia perché i protocolli ‘standard’ da rispettare sono ancora in fase di definizione (per il momento ci sono solo le linee guida) e le relative frequenze in fase di assegnazione, sia perché ci sarà da realizzare la nuova rete, con la necessità di costruire una miriade di nuove antenne per la diffusione capillare del segnale. Nell’attesa, l’evoluzione del 4G riserva ancora grandi potenzialità (i principali operatori mobili nel paese stanno velocemente convergendo all’obiettivo di offrire la copertura 4G all’intera popolazione italiana entro il 2018) con notevole incremento della velocità (oggi è già disponibile il 4.5G con oltre 500Mbps) e l’offerta di nuovi servizi a larga banda.

Ma è solo questione di tempo: che sia il 2020 o poco più in là, che la latenza e la velocità siano effettivamente quelle promesse (il che dipende anche dalla frequenze utilizzate, aspetto molto tecnico per il quale vi rimandiamo a questo approfondimento) e che il mondo iperconnesso che viene dipinto sia davvero a portata di mano, quello che è certo che i più grandi colossi mondiali nel campo dell’IT e anche i principali enti governativi stanno investendo enormi somme in questa nuova tecnologia. E non hanno certo intenzione di lasciarsi scappare quella che sembra essere la prossima gallina dalle uova d’oro.

 

 

In copertina: Benedetta Cappa Marinetti, Velocità di motoscafo (particolare), 1922

l'autore
Le Macchine Volanti