Quando arriveranno (davvero) le auto che si guidano da sole?

Quando arriveranno (davvero) le auto che si guidano da sole?

23.02.2017 | Dai test già oggi in corso fino al lancio commerciale dei veicoli completamente autonomi, ma non mancano gli ostacoli.

Solo quattro anni fa, parlare di auto che si guidano da sole significava avvicinarsi pericolosamente ai confini della fantascienza. Nonostante i primi esperimenti di Google fossero già una realtà, la conoscenza di questi progetti era molto limitata e soprattutto un enorme scetticismo avvolgeva le previsioni secondo le quali, nel giro di pochi anni, dei software si sarebbero messi al volante mandando in pensione tassisti e camionisti.

Avanti veloce fino al 2017, e ci ritroviamo all’alba di una rivoluzione che, in parte, è già diventata una concreta realtà: “La tua Tesla adeguerà la sua velocità alle condizioni del traffico, resterà all'interno di una corsia, cambierà automaticamente corsia senza l'intervento del conducente, cambierà da un'autostrada all'altra, uscirà dall'autostrada all'approssimarsi della destinazione, parcheggerà da sola in prossimità di uno spazio libero ed entrerà o uscirà autonomamente dal garage”. Così si legge nella sezione dedicata all’Autopilot del sito di Tesla, la società di supercar elettriche fondata da Elon Musk. Contemporaneamente, continuano a circolare notizie sull’entrata in servizio in svariate zone delle auto di Uber che si guidano da sole: San Francisco, Pittsburgh, in Arizona e anche a Singapore.

 

Vista così, sembrerebbe che le auto completamente autonome siano già adesso una realtà. E allora perché non vediamo in ogni città macchine che fanno slalom nel traffico mentre il loro proprietario si legge un libro? Partiamo dall’Autopilot di Tesla: nonostante le sue caratteristiche vengano magnificate (e, secondo alcuni critici, decisamente esagerate) sul sito aziendale, tra questo sistema e una vera auto autonoma c’è una grossa differenza: “Non importa come venga girata la questione: Autopilot è un sistema di assistenza al guidatore, non un sistema di guida autonoma. Non è progettato per coprire in sicurezza ogni possibile situazione”, ha spiegato alla Reuters Amnon Shashua di Mobileye, la società che costruisce il software utilizzato dalle Tesla e che si era vista attribuire le responsabilità in seguito a un incidente letale.

Allo stesso modo, le auto autonome di Uber sono ancora (e saranno a lungo) dotate di un autista umano che deve obbligatoriamente stare seduto al posto del guidatore, pronto a intervenire in caso di necessità. Va da sé, inoltre, che sperimentare queste auto sulle confortevoli strade dell’Arizona o di Singapore è cosa ben diversa rispetto a lanciarsi nel traffico di punta di Napoli o nelle strette vie del centro di Milano. E infatti, si tratta solo di test, che raccontano bene di come il grande progetto delle auto autonome si stia rapidamente avvicinando a diventare realtà. Ma quanto manca esattamente?

Sul tema, ci sono due visioni divergenti: da una parte le promesse delle case automobilistiche – che garantiscono auto “completamente autonome” sul mercato nel giro di pochi anni – dall’altra le previsioni degli analisti, che spostano molto più in là l’approdo di macchine che saranno in grado di portarci in giro mentre guardiamo un film o addirittura di venirci a prendere sotto casa, lasciarci al ristorante e andare da sole a cercare un parcheggio.

 

Le promesse dei principali produttori al mondo, infatti, sono decisamente ottimistiche: Scott Keogh, capo di Audi America, ha annunciato al CES 2017 di Las Vegas che la società tedesca renderà disponibili auto “che si guidano davvero da sole” entro il 2020. Poco più in là si posizionano invece le previsioni di Ford, che ha dichiarato l’arrivo delle sue auto autonome al 2021; specificando però che si tratterà di auto pensate per servizi commerciali specifici e che la commercializzazione ai privati inizierà solo “parecchi anni dopo”. Nello stesso anno, anche BMW prevede di lanciare la sua iNext (autonoma ed elettrica); mentre Wolkswagen vince la palma dell’ottimismo, annunciando che le prime autonome verranno immesse sul mercato già nel 2019 (senza però specificare, in effetti, se queste auto saranno le loro).

 
Per vivere davvero in un mondo in cui le auto saranno costruite senza volante, senza pedali e ci verranno a prendere fin sotto casa, ci sarà probabilmente da aspettare fino al 2030.

In mezzo a questo ottimismo, è il caso di dare retta al ministro dei Trasporti statunitense, che ha affermato di non aspettarsi di vedere questo tipo di veicoli circolare liberamente prima del 2025. Una previsione coerente con lo studio elaborato da Recode, in cui si stila una tabella di marcia molto più graduale (e secondo il quale le case produttrici parlano di auto completamente autonome anche nel caso in cui le funzionalità possono essere sfruttate solo in particolari situazioni). Tra il 2017 e il 2019, quindi, dovremo accontentarci di sistemi di assistenza al pilota sempre più sofisticati, in grado per esempio di sincronizzarsi con i navigatori GPS permettendo a chi guida in autostrada di inserire una destinazione e lasciare che l’auto vada da sola.

Giunti al 2020, anno molto gettonato nelle previsioni, le auto saranno in grado di fermarsi ai semafori e attraversare incroci, ma solo su strade sulle quali la presenza dei pedoni è scarsa o nulla (per esempio, lunghi tratti delle strade extraurbane). Dal 2021 al 2023 il grosso dell’innovazione si concentrerà sulle tecnologie necessarie a consentire a questi veicoli di guidare per conto loro anche di notte e in condizioni di scarsa visibilità. Per vivere davvero in un mondo in cui le auto saranno costruite senza volante, senza pedali e ci verranno a prendere fin sotto casa, ci sarà probabilmente da aspettare fino al 2030. Più di dieci anni, quindi: il tempo necessario a sistemare tutte le incognite, in termini di responsabilità e legislazione, che ancora gravano su questo tema.

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Le Macchine Volanti

Green Tech

La corsa dei giganti del digitale verso l’energia pulita procede spedita, anche grazie all’intelligenza artificiale.