L'Italia non ama internet

L'Italia non ama internet

30.11.2016 | In calo il numero complessivo di utenti, in crisi Twitter; si salvano Facebook e Tumblr.

Non cresce più, anzi. Gli ultimi dati disponibili pubblicati da Audiweb indicano che l’utilizzo complessivo di Internet in Italia è in calo. Il numero complessivo di utenti unici nel marzo 2016 (ultimi dati disponibili) è stato di 28,3 milioni. Erano 28,5 milioni nel marzo del 2015.

Il tempo speso online aumenta leggermente (2 ore e 10 minuti nel 2016 rispetto alle 2 ore e 3 minuti del 2015) e si inverte il rapporto uomini-donne (nel giorno medio si collegano 10.8 milioni di donne e 10.2 uomini, nel 2015 il 38% erano donne e il 42% maschi). Cresce in maniera sensibile l’utilizzo di device mobili per accedere alla rete (22,4 milioni di accessi da mobile contro i 17,4 milioni del 2015).

Da computer desktop ormai si collegano in maggioranza gli ultra 55enni:

La crisi nera di Twitter

Twitter è in difficoltà in tutto il mondo, ma i suoi numeri in Italia sono particolarmente negativi. Secondo gli ultimi dati dell’osservatorio di Vincenzo Cosenza Twitter da noi, fra il dicembre 2014 e il dicembre 2015, ha perso il 28% della sua audience.

Gli altri, cioè quelli grandi e quelli nuovi.

Facebook rimane il social network di gran lunga più utilizzato dagli italiani con un pubblico medio di oltre 20 milioni di utenti (erano 23,6 a dicembre 2015) mentre la nuova star mondiale è sicuramente Snapchat che in Italia ha registrato aumenti di utilizzo a tre cifre (+151%) e che giusto in questi giorni, secondo alcune stime non ufficiali di Bloomberg, con i suoi 150 milioni di utenti in tutto il mondo avrebbe superato Twitter come numero di contatti giornalieri.

Tumblr, tumblr, tumblr

Tumblr ha in Italia molti affezionati utenti:


 

Sono più donne che uomini (55% contro 45%), la metà circa hanno meno di 34 anni. Sono 2,5 milioni e aggiornano circa 45 mila post ogni giorno. Una boccata di aria fresca.

L’Italia rispetto all’Europa.

Secondo la Commissione Europea i parametri da considerare per valutare il passaggio verso il digitale di ogni singolo Paese sono divisi in 5 aree (per 30 indicatori).

Connettività
Capitale umano
Uso di Internet
Integrazione delle tecnologie digitali
Servizi pubblici digitali

Siamo messi male un po’ ovunque, scrive Marco Viviani su Webnews, ci salviamo solo nell’integrazione della tecnologia digitale da parte delle imprese, ma per il resto siamo ai margini dell’UE.

Conoscere per deliberare

C’è un enorme lavoro da fare: quest’ultimo grafico prodotto da ISTAT nel 2016 lo conferma. Conoscere i numeri (terribili) del digitale in Italia è un primo passo, doloroso ma indispensabile, per cominciare a cambiarli.

l'autore
Redazione