Le nuove Macchine Volanti

Le nuove Macchine Volanti

12.12.2016 | Un magazine più ampio per raccontare il presente in cui viviamo.

Le Macchine Volanti è nato, poco più di un anno fa, dentro un’idea tanto semplice quanto poco frequentata. Quella di trattare i temi dell’innovazione e della cultura digitale non come elementi a sé stanti, ma come un punto di svolta che riguarda tutti. L’angolo dietro il quale i tratti distintivi della nostra società, che sono ormai fortemente segnati dalla tecnologia e da internet, si riuniscono dentro un'idea più generale in cui la cultura perde l’aggettivo “digitale” per diventare semplice adesso.

Si tratta di un processo di spoliazione che non sempre viene accettato di buon grado: continuiamo a definire “nuova” un’economia digitale nata nel secolo scorso; chiamiamo “nuove tecnologie” i medesimi attrezzi che utilizziamo con soddisfazione da qualche decennio. C’è un po’ di inevitabile pigrizia semantica in tutto questo ma c’è anche – potentissimo – un non detto di rifiuto e preoccupazione che dopo tanti anni continua a ripresentarsi.

Il giorno in cui la cultura avrà perso l’aggettivo “digitale”, l’economia non sarà più “nuova” e le tecnologie saranno trasparenti a nostre ulteriori valutazioni, potremo forse iniziare a liberarci del peso di dover ricominciare da capo, ogni volta. A non dover ogni volta ripetere il confronto fra il prima e il dopo, fra come eravamo e come siamo diventati. E non perché una simile analisi non sia importante – tutt’altro – ma solo perché dentro la continua riproposizione di un simile dilemma (avremo fatto bene? Ci siamo sbagliati? Che società lasciamo ai nostri figli?) si tratteggiano con fulminea rapidità i tratti di una società immobile, indecisa sul da farsi, in qualche misura allergica a una idea qualunque di cambiamento.

Le Macchine Volanti ha la pretesa di dare un contributo a una nuova definizione di contemporaneità, al bivio fra tecnologia e arti liberali

Le Macchine Volanti ha la pretesa di dare un contributo a una nuova definizione di contemporaneità, quella che Steve Jobs definiva, con un'immagine molto efficace, il bivio fra tecnologia e arti liberali. È l’esatto opposto di un salto in avanti. I temi della cultura, dell’economia, dell’innovazione, del design, dell’educazione dei nostri figli, non potranno prescindere dalle tecnologie che quotidianamente utilizziamo, ma non potranno nemmeno ignorare le complessità e i nuovi punti di debolezza che un simile incontro ha creato e continuerà a creare in futuro.

Per questa ragione abbiamo sentito la necessità di allargare ulteriormente il progetto delle Macchine Volanti. Lo abbiamo fatto creando un magazine più ampio, frequentemente aggiornato, che osservi l’ormai quotidiana moltiplicazione degli argomenti che una volta avremmo chiamato tecnologici o digitali e che invece oggi sono semplicemente contemporanei. Attorno agli editoriali strutturati e di largo respiro, affidati a commentatori autorevoli, che sono stati il tratto distintivo del primo anno delle Macchine e che tanta attenzione hanno suscitato nei nostri lettori, abbiamo costruito un ambiente fatto di news e articoli più brevi, di elementi graficamente più complessi che proporremo nei prossimi mesi, di altre idee che piano piano sveleremo.

La scommessa è quella di presidiare quello che fino a qualche tempo fa sembrava un piccolo angolo, l’intersezione fra la nostra vita quotidiana e la tecnologia, e che invece si è trasformato nel mondo intero. Cercheremo di farlo nella maniera più autentica possibile e in questo il vostro aiuto sarà importantissimo.

l'autore
Massimo Mantellini

Massimo Mantellini è uno dei più noti commentatori della rete italiana. Blogger, editorialista per Punto Informatico, Il Post e L’Espresso, si occupa da oltre un decennio dei temi legati al diritto all'accesso, alla cultura informatica e alla politica delle reti. Nel 2014 ha scritto per Minimum Fax “La vista da qui, appunti per un’Internet italiana”.