Le nuove case dei giganti digitali

Le nuove case dei giganti digitali

12.07.2017 | Dal quartier generale di Apple fino ai campus di Google e le sfere di Amazon, ma non è tutto oro quel che luccica.

Il nuovo quartier generale di Apple è quasi pronto: 5 miliardi di dollari di costo, 260mila metri quadrati di terreno e un edificio a forma di anello – chiamato Apple Park – che dai render sembrerebbe essere immerso nella foresta. In verità, questo colossale progetto firmato Norman Foster, ormai portato a compimento, non si trova in qualche zona sperduta e boschiva della Silicon Valley, ma nel pieno centro di Cupertino. Vi lavoreranno 12mila dipendenti Apple e ci saranno 9mila posti auto (il che significa che una parte di loro dovrà muoversi utilizzando gli ormai noti shuttle che le compagnie tech più importanti mettono a disposizione per i loro dipendenti).

Come notato in un approfondito articolo di Wired USA, però, ci sono parecchie storture in questo progetto. Prima di tutto, il colossale progetto di Apple è destinato a far salire ulteriormente il prezzo delle case e a peggiorare la già complessa situazione del traffico; in più, se e quando Apple dovesse non esistere più, chi potrà mai occupare una struttura del genere? Ma non è tutto: Apple Park sembra per certi versi essere anacronistico; ci riporta a un mondo, tipicamente anni ‘50, in cui le aziende più importante erano solite abbandonare il centro città (sporco e degradato) per aprire i loro quartier generali nei sobborghi. In questo modo, i dipendenti vengono però esclusi dalla vibrante vita della città (e quindi da possibili contatti con potenziali nuovi datori di lavoro); tanto più che tutti questi megaprogetti dei colossi della Silicon Valley sono talmente ricchi di attrattive, comodità e anche alloggi che vengono quasi completamente meno le ragioni per allontanarvisi.

Google Mountain View Campus

Altro nuovo quartier generale che potrebbe prendere piede è quello di Google, che ha presentato a marzo i rendering del suo Mountain View Office Campus, che potrebbe quindi prendere il posto del Googleplex, che non è altro se non è un normalissimo complesso nei dintorni di Mountain View precedentemente in larga parte di proprietà della Silicon Graphics. Il nuovo quartier generale di Google, progettato da BIG e Heatherwick Studio, ha un aspetto decisamente più ambizioso: anche in questo caso immerso tra gli alberi, dalla struttura che ricorda una sequenza di tende, con le varie stanze che sembrano essere padiglioni uniti tra loro sotto il tetto.

La maggior parte delle strutture (laboratori, caffè, spazi per gli eventi e altro) si troverà a piano terra, mentre gli uffici saranno a un livello superiore. Il tetto sarà di metallo curvo in grigio chiaro e grigio scuro, dotato inevitabilmente di pannelli fotovoltaici e lucernari che porteranno direttamente all’interno del complesso la luce naturale.

Facebook Village

Dopo Apple e Google, è quasi d’obbligo passare a Facebook. Anche il colosso di Mark Zuckerberg sta lavorando a un suo progetto: un vero e proprio villaggio progettato dallo studio OMA che sarà adiacente al suo campus di Menlo Park. Il tutto sorgerà su quello che prima era noto come il Menlo Science & Technology Park, che Facebook ha acquistato lo scorso anno, e avrà lo scopo di fornire “servizi a lungo attesi dalla comunità”, che includono abitazioni e nuove soluzioni per il trasporto di persone.

In più, ci saranno 11mila metri quadrati destinati a negozi, farmacie, palestre, ristoranti. E soprattutto case: ben 1.500 abitazioni, il 15% delle quali sarà offerto a un prezzo calmierato al di sotto dei valori di mercato. L’obiettivo è quello di portare una parte importante dei dipendenti a vivere direttamente a due passi dal quartier generale, risolvendo così l’annoso problema del traffico. Il progetto dovrebbe essere finito nel 2023, mostrando come continui l’impetuosa espansione di Facebook, che solo l’anno scorso si è trasferito nel nuovo QG, che vedete nella foto sotto.

Le sfere di Amazon

Dei temuti GAFA, manca soltanto la seconda A: Amazon. Unica delle quattro compagnie a non risiedere nella Silicon Valley bensì a Seattle: estremo nord della costa ovest statunitense. E proprio nel centro della città, la compagnia di Jeff Bezos ha il suo quartier generale, dove lavorano 24mila dipendenti e al quale si stanno aggiungendo tre gigantesche sfere di vetro e acciaio, la più grande delle quali misura 27 metri di altezza e 40 di diametro. Al loro interno, gli alberi fanno da protagonista (ci saranno 400 diverse specie botaniche, un fiume e una cascata); fornendo un luogo accogliente per il lavoro e il relax a chi lavora in una città in cui piove per 150 giorni all’anno e in cui quindi non viene sempre voglia di stare all’aria aperta. In questo modo, si offre un gradevole compromesso all’interno del quale possono stare fino a 800 dipendenti contemporaneamente.

 

E chi non lavora per Amazon? Potrà approfittare del parco pubblico attorno, ma non accedere alle sfere. A differenza degli altri colossi, Amazon sembra continuare a puntare al centro della metropoli che la ospita, anche per evitare di “sequestrare i suoi dipendenti dalla città”. D’altra parte, ormai, tra il 15 e il 20% degli uffici della città sono occupati da Amazon; per cui è una buona notizia che, quanto meno, abbiano deciso di aprire parte dei loro spazi alla città, invece di rinchiudersi in tech-castelli isolati.

l'autore
Le Macchine Volanti