Le cinque tecnologie che cambieranno la nostra vita

Le cinque tecnologie che cambieranno la nostra vita

26.01.2017 | Dalla super-vista al chip-laboratorio: un report IBM fa il punto sulle innovazioni più importanti dei prossimi anni.

Quali sono le innovazioni tecnologiche, ancora in fase sperimentale, che nel futuro cambieranno radicalmente la nostra vita, soprattutto nel campo della salute? La (difficile) previsione viene affrontata da IBM, che in un report analizza le cinque tecnologie più importanti che potrebbero diventare realtà nel giro di cinque anni.

 

La super-vista

Grazie alla tecnologia nota come hyperimaging (combinata con l'immancabile intelligenza artificiale), secondo IBM nel giro di cinque anni avremo a disposizione nientemeno che una “super-vista” – ottenuta combinando molteplici bande dello spettro elettromagnetico – che ci consentirà di vedere oltre il dominio della luce visibile. Ma che cosa significa, concretamente? Innanzitutto, che saremo in grado di vedere fenomeni fisici e potenziali pericoli che oggi sono a noi invisibili o appena visibili, ma anche che potremo vedere, per esempio, il valore nutrizionale di ciò che stiamo mangiando. Soprattutto, spiega sempre IBM, questi dispositivi saranno portatili e accessibili a tutti, rendendo la super-vista parte integrante della nostra vita quotidiana.

Il macroscopio

Dal microscopio, si passa al macroscopio: un sistema di software e algoritmi che sfrutta l'enorme mole di dati generati dalla internet of things (ovvero ogni oggetto in grado di comunicare con internet attraverso dei sensori: dal nostro smartphone, ai frigoriferi intelligenti che ci ricordano cosa manca nella nostra dispensa, fino agli impianti di irrigazione connessi alla rete) per organizzare tutte le informazioni relative al mondo fisico. Analizzando i big data (che crescono in volume a un ritmo del 30% annuo), tra cinque anni potremo prevedere con largo anticipo la disponibilità (o assenza) di acqua, cibo o energia in determinate zone del mondo. Grazie a questa tecnologia, per esempio, i contadini potranno analizzare le condizioni del terreno e capire cosa piantare e come irrigarlo al meglio. In campo astronomico, invece, l'indicizzazione delle informazioni relative agli asteroidi raccolte dai telescopi di tutto il mondo ci permetteranno di studiarli fin nei dettagli e anche di prevedere eventuali collisioni.

L'intelligenza artificiale può ricavare modelli di linguaggio che consentono di prevedere con precisione la possibilità che il paziente sviluppi qualche forma di psicosi

Un chip-laboratorio

Le microscopiche bioparticelle che sono contenute nel nostro sangue, nella nostra saliva, persino nel nostro sudore possono offrire informazioni essenziali sulla salute. Entro il 2022, la tecnologia lab-on-a-chip sfrutterà le nanotecnologie per permettere alle persone di analizzare con grande velocità tutti i biomarcatori attraverso un semplice dispositivo portatile; per poi inviare le informazioni via internet e farle analizzare da un medico in caso di necessità. Queste informazioni, inoltre, potranno essere combinate con quelle raccolte già oggi da strumenti come gli smartwatch, che ci permettono di misurare, per esempio, la qualità del sonno e del battito cardiaco. Così, potremo avere sempre sott'occhio il quadro completo del nostro stato di salute.

L'intelligenza artificiale monitorerà la nostra salute mentale

Già oggi, le trascrizioni e le registrazioni di colloqui avuti da medici con pazienti affetti da disturbi mentali possono essere analizzati da intelligenze artificiali che, grazie alla tecnica del machine learning, ricavano modelli di linguaggio che consentono di prevedere con precisione la possibilità che il paziente sviluppi qualche forma di psicosi. In futuro, la stessa tecnologia potrà analizzare anche il significato, l'intonazione e la sintassi del linguaggio di un paziente, per capire se sta sviluppando gravi malattie mentali come il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer, la malattia di Huntington e altri ancora.

Sensori contro l'inquinamento

Se ne parla poco, ma le perdite che costellano le infrastrutture di estrazione del gas naturale hanno una parte importante nell'inquinamento atmosferico. Oggi, però, individuare queste perdite è difficile e richiede tempi molto lunghi. Tra cinque anni, secondo le previsioni di IBM, una rete di sensori in modalità wireless (posati nelle vicinanze dell'infrastrutture o che magari ne “pattugliano” lo stato di salute a bordo dei droni) consentirà di rilevare perdite e altri guasti nel giro di pochi minuti, consentendo interventi mirati e tempestivi.

l'autore
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