Il ritorno degli SMS

Il ritorno degli SMS

09.03.2017 | Un nuova tecnologia per Android resusciterà i vecchi messaggi. Per competere con iMessage e WhatsApp.

Da una parte un colosso come Google, che da anni cerca disperatamente di entrare nel business dei social network e dell’instant messaging senza successo alcuno (Google Plus è ormai una barzelletta, Google Spaces ha appena chiuso e Google Allo ha raggiunto 10 milioni di utenti in sei mesi, un ritmo di crescita che gli consentirà di competere con WhatsApp tra circa mezzo secolo). Dall’altra, gli sms: il più antico strumento di text messaging, che col passare del tempo si è trovato talmente in crisi da rischiare l’estinzione. Basti pensare che, in Italia, l’utilizzo del short message service è crollato del 75% in cinque anni; mentre a livello globale, grazie all’utilizzo ancora molto forte che se ne fa nei paesi in via di sviluppo, il declino è meno pronunciato: dai 9 trilioni spediti nel 2013 ai 6,7 previsti per il 2018.

Non è difficile immaginare la ragione di questa crisi, che va sotto il nome di WhatsApp, iMessage, Messenger, Telegram e tutti gli altri servizi di messaggistica istantanea che consentono di mandare messaggi agli amici in maniera non solo gratuita, ma arricchita da emoticon, sticker, filmati, foto e creando anche chat di gruppo. Il vantaggio strategico degli sms, ovvero essere un’applicazione preinstallata su ogni singolo telefono al mondo e che non richiede alcuna forma di registrazione o download, è stato così incredibilmente sciupato.

Una tecnologia che ha l’obiettivo di portare gli SMS, se non nel futuro, quanto meno nel presente: RCS, rich communications services

Ed è qui che entra in gioco Google, che ha deciso di fare un ulteriore tentativo di entrare in un mercato fondamentale come quello dei messaggi (attraverso i quali raccogliere i preziosissimi dati sugli utenti, ma che può anche essere un ulteriore veicolo per la pubblicità) usando una tecnologia che ha l’obiettivo di portare gli sms, se non nel futuro, quanto meno nel presente: RCS, rich communications services; che consente di inviare messaggi di testo arricchiti da video, immagini, emoticon e altro.

L’aspetto più curioso di tutta questa vicenda è che la tecnologia RCS è stata sviluppata ben dieci anni fa e avrebbe permesso agli sms di stare al passo con i tempi. Nel 2008, Alex Sinclair, uno dei suoi ideatori, scriveva: “Gli RCS consentiranno agli utenti mobile di vedere istantaneamente quali contatti sono disponibili per chiacchierare o per scambiarsi messaggi e darà la possibilità di creare chat di gruppo e scambiarsi video e immagini”. Come dire, l’idea iniziale era vincente. E chissà se, fosse andata in porto , colossi come WhatsApp (che conta un miliardo di utenti nel mondo) sarebbero mai nati.

La ragione per cui gli sms sono diventati un vecchio arnese, spianando la strada a WhatsApp e Messenger, va cercata (stando a quanto riporta Wired) in un mix di burocrazia e disaccordi tra i vari operatori che ha azzoppato la nascita del RCS finché, con l’inarrestabile avanzata dei servizi OTT (ovvero quelli che sfruttano la connessione internet, e non la rete telefonica, per lo scambio di dati), l’idea non è stata quasi del tutto abbandonata.

Ma che cosa succederebbe se Google riuscisse a mettere d’accordo gli operatori a sfruttare questo standard; dando la possibilità a tutti gli utenti Android di utilizzarlo direttamente nell'applicazione destinata ai messaggi, indipendentemente dal produttore e dall'operatore? Questa è l’intuizione di Mountain View (che a questo scopo ha acquistato, nel 2015, la start-up Jibe): convincere gli operatori telefonici ad adottare il formato RCS all’interno della nuova applicazione Android Messenger - in cui questo servizio vivrà assieme e contemporaneamente agli sms e agli mms - e creare così il proprio iMessage (che però funziona solo da iPhone a iPhone).

Nonostante le difficoltà che Google ha storicamente in questo settore, per una volta potrebbe essere sulla strada giusta: perché frammentare le conversazioni su diverse applicazioni (creando anche qualche difficoltà) se già all’interno del nostro smartphone vive una funzione per messaggi che permette di comunicare con chiunque, immediatamente, con formati diversi, e raggruppando tutte le conversazioni in un unico posto?

Pochi giorni fa è arrivato l’annuncio ufficiale: Android Messenger supporterà il formato RCS e ha ottenuto , finora, l'appoggio di 27 operatori (tra cui Orange, Deutsche Telekom, Sprint, Rogers); in Italia, questa tecnologia si potrà sfruttare con gli operatori TIM e Vodafone. Nonostante l’intuizione sembri essere quella giusta, rimane però un dubbio non di poco conto: non è troppo tardi per resuscitare gli sms?

 
l'autore
Le Macchine Volanti