Che cos’è Bitcoin Cash e perché sta crescendo

Che cos’è Bitcoin Cash e perché sta crescendo

21.08.2017 | L’ultima arrivata tra le criptovalute sale a grande velocità; ma qual è la differenza con i tradizionali Bitcoin?

Che cos’è Bitcoin Cash, in cosa differisce dai normali Bitcoin e perché negli ultimi giorni ha preso a salire a grande velocità, passando dal valore di circa 250 dollari di inizio agosto agli oltre 700 attuali? Per rispondere a tutte queste domande, bisogna partire da un particolare di grande importanza: uno dei problemi storici dei tradizionali bitcoin è lo scarso numero di transazioni supportate dalla blockchain, la tecnologia che ne consente il funzionamento. Si calcola che non sia possibile convalidare più di 3/7 transazioni al secondo, mentre un circuito tradizionale come Visa può convalidarne oltre 60mila.

Questo è un aspetto chiave: Bitcoin non potrà diventare una vera moneta alternativa, usata per i normali acquisti, finché non aumenteranno esponenzialmente le transazioni che possono essere eseguite ogni secondo. Non è tutto: il successo dei Bitcoin ha fatto sì che il basso numero di operazioni eseguibili causasse interminabili code, con utenti che lamentavano di dover attendere giorni e giorni prima di veder validata la propria transazione. Per questa ragione, Bitcoin ha introdotto il protocollo SegWit (che alleggerisce i blocchi che contengono le transazioni, spacchettando alcuni dati tra cui quelli relativi alle firme digitali) e a breve dovrebbe raddoppiare la dimensione massima di ogni singolo blocco della blockchain, portandola a 2 megabyte. Aumentando le dimensioni dei blocchi, aumenta anche il numero delle informazioni che possono essere contenute all’interno di ognuno di essi e di conseguenza la velocità delle transazioni.

Ci sono voluti quasi due anni di dibattiti, scontri e litigi affinché la comunità dei Bitcoin si decidesse ad applicare queste modifiche. E questo per una semplice ragione: aumentare la quantità di dati che ogni blocco può contenere rende proporzionalmente più complesso il lavoro dei nodi e dei miners che lavorano per monitorare la blockchain e convalidare le operazioni. Il che significa che è ormai quasi impossibile partecipare a questo processo con un normale (ma potente) computer casalingo; di conseguenza, questo tipo di lavoro viene sempre più spesso svolto dai cosiddetti “mining pool”: gruppi di professionisti che lavorano per convalidare le transazioni e ottenere in cambio i 12 bitcoin che (al momento) vengono dati in premio. Di conseguenza, il numero di attori che partecipano alla blockchain diminuisce, facendo pendere la bilancia dalla parte dell’efficienza ma a scapito della decentralizzazione (che è il valore fondamentale della “catena di blocchi”).

Ma una parte dei programmatori non si è accontentata di tutto ciò e ha deciso di dare vita a un hard fork (ovvero una biforcazione irreversibile della blockchain dei bitcoin) per dare vita a Bitcoin Cash. La principale differenza tra i normali Bitcoin e Bitcoin Cash è presto detta: nel secondo caso, ogni singolo blocco può contenere ben 8 MB di dati; un limite otto volte superiore a quello della più famosa delle criptomonete. In questo caso, quindi, la bilancia pende completamente dalla parte dell’efficienza, senza troppo curarsi della decentralizzazione (pur prendendo in considerazioni alcuni possibili meccanismi per evitare che tutta la gestione della blockchain finisca nelle mani di pochissimi attori).

Il problema, quando si crea un hard fork, è che tutto rischia di finire nel nulla se nessun “nodo” decide di supportare la nuova moneta. Ed è stato questo, per quasi un mese intero, il problema principale di Bitcoin Cash: in quanti inizieranno a operare per la nuova criptovaluta? A ben poco, infatti, serve alzare il limite dei dati comprimibili in un blocco se non c’è nessun al lavoro per convalidare le transazioni.

 
La crescita di Bitcoin Cash è giunta dopo le nuove indicazioni relative alla capacità della criptovaluta di raggiungere l’obiettivo per cui è nata: accelerare le transazioni

Negli ultimi giorni, però, le cose hanno iniziato a cambiare: “Al momento della rottura, Bitcoin Cash aveva ben pochi miner e a causa dei complessi meccanismi della divisione è rimasto per qualche tempo difficile da ‘minare’”, si legge su CoinDesk. “Con il prezzo che aleggiava attorno a 300 dollari, molti miner non stavano guadagnando quanto avrebbero potuto su altre blockchain. Ma le difficoltà del network hanno iniziato a scemare lentamente ed è previsto che continuino a decrescere. Questo fine settimana, la difficoltà del mining dovrebbero calare ulteriormente, circa del 50%”.

Se così fosse, la nuova criptomoneta sarà sempre più facile da minare, attirerà nuovi attori e potrà, forse, dare prova delle sue potenzialità. In effetti, stando a quanto scrive la CNBC, “mercoledì scorso i miner di Bitcoin Cash hanno dimostrato con successo che la nuova moneta digitale è in grado di supportare blocchi da 8 MB. La crescita di venerdì è invece giunta dopo le nuove indicazioni relative alla capacità della criptovaluta di raggiungere l’obiettivo per cui è nata: accelerare le transazioni”.

La crescita dei Bitcoin Cash: dopo un lungo periodo di stallo, negli ultimi giorni è iniziata la crescita (grafico CoinMarketCap.com)

Ed è per questo che Bitcoin Cash è riuscito a passare da un minimo di 200 dollari (5 agosto), fino al massimo toccato di oltre 900 dollari (19 agosto) che si è poi stabilizzato – per quanto la volatilità di queste monete renda davvero difficile parlare di stabilizzazione – attorno ai 700 dollari. Secondo alcuni analisti, solo una moneta tra i tradizionali Bitcoin e la nuova versione uscirà davvero vincitrice da questa competizione. Chi riuscirà nell’impresa, potrebbe arrivare a toccare i 5mila dollari. I normali Bitcoin, negli scorsi giorni, sono andati molto vicini all’impresa, raggiungendo anche i 4.400 dollari. Il calo degli ultimi giorni, contestuale alla crescita di Bitcoin Cash, potrebbe però essere un segnale che la tendenza sta per invertirsi.

Capire quale sia la moneta giusta sulla quale puntare è la missione che si sono dati gli investitori in questo difficilissimo mercato, attualmente dominato dalla speculazione. L’avvertimento, come segnalato dagli esperti, è sempre lo stesso: investite in queste valute solo se siete pronti a perdere tutto.

 
l'autore
Le Macchine Volanti